Cappuccetto Rosso Relativo

di e con       Andrea Pinna e Valentina Scuderi
musiche    Stefano De Ponti ed Eleonora Pellegrini

Cappuccetto Rosso Relativo è un lavoro che ragiona sui clichés, gli stereotipi, i simboli, le meschinità di oggi e di sempre, prendendo come pretesto e filo conduttore una delle favole più note al mondo: Cappuccetto Rosso, che di per sé stessa è un simbolo e un crogiuolo di metafore che riguardano non solo l’infanzia, ma anche i ruoli che gli esseri umani ricoprono fra loro.

Nello spettacolo – rivolto ad un pubblico adulto – ci si diverte ad abbattere i rassicuranti stereotipi della favola in una sequela di parodie, esercizi di stile, citazioni, stravolgimenti dei rapporti tra i personaggi, punti di vista insoliti, zoomate su momenti mai raccontati dagli autori che ne hanno scritto diverse versioni.
La favola si disgrega e si ricompone in un gioco di variazioni su tema, come in un telefono senza fili, in tanti frammenti della durata di 3/5 minuti circa, in un divertente pot pourri in cui niente è dato per scontato e da cui ci si può aspettare di tutto.
I due attori – autori, con il solo ausilio di un leggio e di un’innata mancanza di vergogna, interpretano tutti i ruoli: il lupo vegano iscritto al WWF, la nonnina antropofaga, il cacciatore psicologo, Cappuccetto Rosso fashion victim, la mamma ex detenuta e tanti altri, in un susseguirsi di situazioni paradossali.
Ma, alla fine, Tiziano Ferro che c’entra?

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